A Elmas, nel deserto dei nomi che precede la breve corsa verso le Amministrative, c’è una sola certezza: la ricandidatura a sindaca di Maria Laura Orrù. Le sue dimissioni, rassegnate in un clima di altissima tensione politica durante l’ultimo Consiglio comunale, hanno ufficialmente aperto la stagione dei pretendenti, ma al momento nessun altro attore politico ha osato scoprire le carte. Mentre la cittadina si prepara a un inedito commissariamento, il panorama dei candidati sindaci resta un rebus ancora tutto da scrivere.
La mossa della sindaca
Orrù gioca d’anticipo, trasformando il commiato in un trampolino: «Le mie dimissioni non sono una fine, ma l’occasione per rilanciare», dice, annunciando che guiderà una lista rinnovata. Una scelta di «rottura etica» dettata, secondo la sindaca, dall’impossibilità di proseguire con i consiglieri del gruppo “Pd+Indipendenti”, accusati di ostruzionismo e di rispondere a vecchie logiche di poltrona. Nonostante avesse i numeri per legiferare, Orrù restituisce la parola agli elettori, rivendicando la gestione di oltre 30 milioni di euro tra Pnrr e fondi regionali.
Il rebus dell’opposizione
Oltre la barricata il silenzio sui nomi è tombale. Il Pd, tramite Valter Piscedda, respinge le accuse di ossessione per il potere, ma non indica successori: «Sostengo una coalizione vera di campo largo che scelga insieme il candidato», precisa l’ex sindaco, escludendo per ora un proprio ritorno in campo: «Escluderei anche i fedelissimi, visto che gli ultimi due che abbiamo scelto come Pd si sono poi messi contro di noi», aggiunge. Pure Giacomo Carta non si sbilancia: «È presto per fare nomi». Anche nell’opposizione storica regna la cautela. Silvio Ruggeri lancia stoccate contro la «politica clientelare» e alla richiesta di possibili nomi risponde con un secco «no». Come lui Ercolano Massetti: «Le uniche cose certe sono le dimissioni della sindaca, efficaci e irrevocabili 20 giorni dopo la presentazione all’Aula, e la sua ricandidatura a sindaco».











