Il maltempo fa crollare vecchie abitazioni a Desulo e Orani. A Orani, in particolare il corso Garibaldi è chiuso da qualche giorno dopo il cedimento di un edificio abbandonato. «È crollato sabato verso le 10.30 - racconta il sindaco Marco Ziranu -. Sono arrivato lì alle 11, ho aspettato i vigili del fuoco e i carabinieri. Abbiamo messo in sicurezza la zona con le transenne». L’area è stata isolata per evitare ulteriori rischi. Non ci sono feriti. Una donna che vive nell’abitazione accanto è stata messa in salvo. «È una vittima perché non può tornare a casa e ci dispiace molto, ma bisogna stare attenti per evitare danni ancora più gravi», aggiunge Ziranu.
I pericoli
Ieri l’Enel è intervenuto per ripristinare l’energia elettrica nelle case rimaste senza corrente e per rimuovere alcuni cavi dalla strada. Ora, spiega Ziranu, «dovrebbero essere i proprietari a mettere in sesto la casa. Gli oneri sono a carico loro». La chiusura del Corso crea disagi alla circolazione in un paese con strade a senso unico. Sabato è in programma la sfilata delle maschere tradizionali, domenica il passaggio dei carri allegorici. Se la strada dovesse risultare ancora bloccata, le maschere sfileranno in una via vicina, mentre per i carri si dovrà pensare a un percorso alternativo. «Serve massima prudenza, le case del centro storico sono antiche e il maltempo non ha di certo aiutato», conclude Ziranu.
A Desulo
«È la terza casa che cade da gennaio», dice il sindaco Gian Cristian Melis, alle prese con l’ennesimo crollo tra le vie del centro storico. Nella notte di sabato, complici le forti piogge, a farne le spese un’abitazione in pietra di via Diaz, nel rione di Asuai, da tempo in condizioni precarie: l’intera area era stata transennata dal Comune. «Le misure preventive adottate per tempo - spiega Melis - hanno evitato il peggio, ma è una problematica senza fine. Nel solo rione di Asuai è la seconda abitazione che viene giù in poche settimane, per non parlare di Issiria dove abbiamo assistito ad un ulteriore caso. Sono case disabitate da decenni con diversi eredi a detenerne la proprietà. Più volte abbiamo sollecitato i proprietari a demolirle per garantire la sicurezza di tutti. Le nostre richieste sono cadute nel vuoto».




